12-12-2008 - Gli ultimi circuitari
Un comparto in grave crisi.
Si è tenuta a Torino mercoledì 11 dicembre, una riunione tra i più importanti fabbricanti italiani di circuiti stampati.
E' stato lanciato un grido di allarme sullo stato del settore.
La concorrenza cinese forte anche del cambio favorevole ha messo in ginocchio un settore stategico per la produzione elettronica italiana ed europea.
Ma se il Dollaro dovesse raggiungere la parità con l'Euro verrebbe a mancare la convenienza a rivolgersi ai forniotori cinesi poichè i trasposti incidono significativamente sul prezzo finale.
Oggi il trading viene fatto principalmente da produttori di pcb italiani, ma anche da puri commercianti privi di una struttura tecnica per l'assistenza pre e post vendita.
Che garanzia possono dare questi ultimi sulla qualità dei prodotti forniti?
A parità valutaria raggiunta costoro ci saranno ancora?
Rivolgendosi quindi ai fabbricanti italiani sia per le produzioni nazionali "veloci" che per il prodotto low-price si otterranno i seguenti importanti risultati:
- Si ottierrà una maggior garanzia di qualità sul prodotto importato e una pronta reazione operativa e risolutiva in caso di non conformità del prodotto cinese.
- Si manterrà un rapporto di collaborazione propositivo e qualificato con uffici tecnici che conoscono la criticità dei processi.
- Si garantirà la sopravvivenza delle fabbriche di pcb italiane.
- Le aziende produttive italiane continueranno quindi, ad investire garantendo quello sviluppo di prodotti e processi che consentiranno di far fronte alle nuove esigenze di mercati di nicchia quali sono quelli tipicamente italiani, e saranno quindi pronte a ripartire quando tornerà ad essere conveniente comprare italiano.
- Si salvaguarderanno migliaia di posti di lavoro in Italia.
Comprate pcb italiani!
Comunque, comprate dalle fabbriche di pcb italiane!
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